UNIVERSITA' DELLA TUSCIA
DECRETO RETTORALE 21 gennaio 2009
Modificazioni allo statuto.
IL RETTORE
Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168, istitutiva del Ministero
dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica, ed in
particolare l'art. 6 «Autonomia delle Universita'» e l'art. 16
«Universita'»;
Visto lo Statuto dell'Universita' degli studi della Tuscia, emanato
con decreto rettorale n. 8729 del 29 luglio 1996 ai sensi della legge
9 maggio 1989, n. 168, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 188 del 12 agosto 1996 e successive
modificazioni (Gazzetta Ufficiale n. 158 del 9 luglio 1997, n. 101
del 4 maggio 1998, n. 230 del 2 ottobre 1998, n. 106 del 9 maggio
2000, n. 257 del 2 novembre 2004 e n. 120 del 23 maggio 2008), ed in
particolare l'art. 1, comma 3 in materia di revisione statutaria;
Visto il regolamento generale di Ateneo emanato con decreto
rettorale n. 1373 del 26 ottobre 2000;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.
382 «Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di
formazione, nonche' sperimentazione organizzativa e didattica»;
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127 «Misure urgenti per lo
snellimento dell'attivita' amministrativa e dei procedimenti di
decisione e di controllo» ed in particolare l'art. 17;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 «Riordino e
potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attivita'
svolta dalle amministrazioni pubbliche a norma dell'art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Vista la legge 19 ottobre 1999, n. 370 «Disposizioni in materia di
universita' e di ricerca scientifica e tecnologica»;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 2001, n. 165 «Norme generali
sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni
pubbliche»;
Vista la legge 4 aprile 2002, n. 56 «Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 8, recante
proroga di disposizioni relative ai medici a tempo definito, farmaci,
formazione sanitaria, ordinamenti didattici universitari e organi
amministrativi della Croce Rossa»;
Visto il decreto ministeriale n. 146 del 28 luglio 2004
«Approvazione nuovo modello di valutazione sistema universitario» con
il quale e' stato introdotto il nuovo modello teorico per la
ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO);
Visto il decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 «Modifiche al
regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli
atenei, approvato con decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509»;
Vista la legge 30 dicembre 2004, n. 311 «Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2005)», ed in particolare l'art. 1, comma 105 in materia
di programmi triennali del fabbisogno;
Visto il decreto ministeriale 24 maggio 2005, n. 139 «Decreto
criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (FFO)
delle Universita' per l'anno 2005» con il quale sono applicati per la
prima volta i criteri del suddetto nuovo modello teorico per la
ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario delle Universita';
Visto l'art. 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7
convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43 «Programmazione triennale
e valutazione delle Universita'»;
Vista la legge 24 novembre 2006, n. 286 «Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, recante
disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria», ed in
particolare l'art. 2, comma 138 e seguenti con il quale e' stata
istituita l'Agenzia nazionale del sistema universitario e della
ricerca;
Visto il decreto ministeriale 3 luglio 2007, n. 362 «Definizione
delle linee generali d'indirizzo della programmazione delle
Universita' per il triennio 2007-2009»;
Visto il decreto ministeriale 18 ottobre 2007, n. 506
«Individuazione di parametri e criteri per il monitoraggio e la
valutazione dei risultati dell'attuazione dei programmi delle
Universita'»;
Visto il Doc. 2007/3-bis del 31 luglio 2007 «Misure per il
risanamento finanziario e l'incentivazione dell'efficacia e
dell'efficienza del sistema universitario» del Ministero
dell'economia e delle finanze - Commissione tecnica per la finanza
pubblica;
Vista la lettera del Ministro dell'universita' e della ricerca e
del Ministro dell'economia e finanze del 2 agosto 2007 «Impegni del
Governo per un patto per 1'Universita' e la ricerca»;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244 «Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge
finanziaria 2008)» ed in particolare l'art. 2, comma 429 che prevede
che «1'assegnazione delle risorse di cui al comma 428 e' subordinata
all'adozione di un piano programmatico approvato con decreto del
Ministro dell'universita' e della ricerca, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la CRUI»;
Visto che il predetto piano e' rivolto, tra l'altro, «ad elevare la
qualita' globale del sistema universitario ed il livello di
efficienza degli Atenei, a rafforzare i meccanismi di incentivazione
per un uso appropriato ed efficace delle risorse, ad accelerare il
riequilibrio finanziario tra gli Atenei sulla base di parametri
vincolanti di valutazioni realistiche e uniformi dei costi futuri e a
consentire una rapida adozione di un sistema programmatorio degli
interventi che preveda adeguati strumenti di verifica e monitoraggio
da attivare a cura del Ministero dell'universita' e della ricerca,
d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la
CRUI, e che condizioni l'effettiva erogazione delle maggiori risorse
all'adesione formale da parte dei singoli atenei agli obiettivi del
piano»;
Viste le note rettorali prot. n. 549 dell'8 ottobre 2007 e prot. n.
673 del 3 dicembre 2007 in materia di Governance e sistema
universitario;
Tenuto conto delle valutazioni emerse in occasione degli incontri
che si sono svolti presso i Dipartimenti e i Centri secondo il
seguente calendario: Azienda Agraria 10 dicembre 2007, Disu, Ciclamo
e Csalp 11 dicembre 2007; Discovabesa, Discutedo, Disma 12 dicembre
2007; Distateq 14 dicembre 2007; Decos 17 dicembre 2007; Dabac e Dear
18 dicembre 2007; Disafri 20 dicembre 2007; Dista 7 gennaio 2008; Daf
e Discom 9 gennaio 2008, Orto Botanico e Gemini 10 gennaio 2008; Dsg
14 gennaio 2008; Diprov e Diprop 15 gennaio 2008; Disa 21 gennaio
2008 e Dipan 22 gennaio 2008;
Viste le determinazioni del Senato accademico del 22 gennaio 2008
in materia di «Governance e sistema universitario»;
Viste le determinazioni del Consiglio di amministrazione del 7
febbraio 2008 in materia di «Governance e sistema universitario»;
Tenuto conto che in data 14 marzo 2008 si e' svolta ai sensi
dell'art. 52 dello statuto la Conferenza di Ateneo convocata con nota
prot. n. 1985 del 6 marzo 2008 sul tema «Governance e sistema
universitario»;
Visto che le Universita' entro il 30 giugno devono adottare la
programmazione triennale, ai sensi dell'art. 1-ter, comma 2, del
decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito nella legge 31 marzo
2005, n. 43, nel rispetto delle linee generali di indirizzo di cui al
decreto ministeriale n. 362/2007;
Tenuto conto che le recenti citate normative pongono al centro del
processo di riforma del sistema universitario la valutazione, intesa
come strumento per misurare la «qualita'» delle prestazioni nella
didattica, nella ricerca e nella gestione delle risorse e per
ripartire coerentemente le risorse del Fondo di finanziamento
ordinario agli Atenei;
Considerato che le predette linee generali di indirizzo prevedono
che «le Universita' adottino modalita' di governo in grado di
assicurare il raggiungimento degli obiettivi di sistema e di
garantire trasparenza e responsabilita' e che utilizzino, quale
supporto alle scelte strategiche, la valutazione interna» e che «ove
necessario e come propria scelta autonoma, gli Atenei provvedano a
rivedere il quadro complessivo della propria governance al fine di
rendere piu' efficace e piu' efficiente 1'assetto decisionale e
organizzativo dell'Ateneo»;
Considerato che nelle citate linee di indirizzo ministeriali si
prevede che «i singoli Atenei utilizzino gli stessi obiettivi e
indicatori di Sistema nei criteri di assegnazione delle risorse verso
le proprie strutture, suggerendo un processo di trasferimento ''a
cascata'' delle linee generali di indirizzo»;
Considerata la necessita' di rivedere profondamente, anche in
coerenza con le predette linee generali di indirizzo ministeriali,
l'attuale sistema di governance dell'Ateneo, poiche' gli attuali
meccanismi decisionali previsti dallo statuto vigente risultano
inadeguati e obsoleti rispetto al mutato contesto normativo e
finanziario e presentano una marcata tendenza
all'autoreferenzialita', che trova espressione principalmente nella
composizione e nei compiti del Senato e del Consiglio di
amministrazione, nonche' del Nucleo di valutazione;
Considerata l'indicazione emersa nel corso della Conferenza di
Ateneo del 14 marzo 2008 perche' i processi decisionali dell'Ateneo e
la rispettiva organizzazione di governo siano informati a principi di
partecipazione, efficienza, e snellezza e che le modifiche statutarie
necessarie al conseguimento di questi obiettivi siano adottate con
rapidita';
Considerato pertanto essenziale rendere piu' efficace e piu'
efficiente l'assetto decisionale e organizzativo dell'Ateneo in modo
da coniugare autonomia e accountability da un lato, suddivisione dei
poteri e chiara attribuzione delle responsabilita' dall'altro;
Ritenuto altresi' indispensabile che negli Organi di Governo siano
rappresentate anche le strutture della ricerca, in quanto concorrono
a pieno titolo nelle cinque aree della programmazione di cui al
decreto ministeriale n. 362/2007;
Ritenuto necessario avviare una metodologia di ripartizione delle
risorse interne all'Ateneo che risulti effettivamente premiale e che
incentivi i comportamenti virtuosi delle strutture didattiche e di
ricerca in linea con quanto richiesto dagli obiettivi del sistema
universitario;
Rilevata l'urgenza di avviare tempestivamente un processo di
revisione statutaria coerente e funzionale all'attuale contesto
normativo e finanziario, che abbia ad oggetto la rivisitazione della
governance di Ateneo e che si concluda in tempi ragionevolmente
rapidi;
Vista la deliberazione del senato accademico e del consiglio di
amministrazione, assunta nella seduta congiunta del 10 aprile 2008 ex
art. 1, comma 3, dello statuto di Ateneo, con la quale e' stato
istituito un Organismo con la funzione di redigere una proposta
organica di revisione statutaria in materia di governance di Ateneo,
sono state dettate disposizioni in relazione alla sua composizione,
alle funzioni e ai criteri cui il predetto organismo dovra'
conformare la citata proposta, nonche' sono state adottate norme
transitorie sugli organi di Ateneo;
Vista la nota rettorale di prot. n. 2601 del 14 aprile 2008 con la
quale e' stata inviata la predetta delibera al Ministero
dell'universita' e della ricerca per l'esercizio del controllo di
legittimita' e di merito previsto dall'art. 6, comma 9 della legge n.
168/1989 sulle disposizioni in essa contenute di rilevanza
statutaria;
Vista la nota n. 1458 del 7 maggio 2008 con la quale il Ministero
ai sensi dell'art. 6, comma 9 della legge n. 168/1989 ha
rappresentato di non avere osservazioni da formulare in merito alla
predetta deliberazione assunta in seduta congiunta del senato
accademico e del consiglio di amministrazione;
Visto il decreto rettorale n. 453/08 dell'8 maggio 2008, pubblicato
nella citata Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie
generale - n. 120 del 23 maggio 2008, emanato a norma dell'art. 6,
comma 9 della legge n. 168/1989 in assenza di rilievi da parte del
Ministero, recante disposizioni di rango statutario in deroga
all'art. 47, comma 2, dello statuto di Ateneo;
Vista la nota prot. n. 2026 del 4 giugno 2008 del Ministero
dell'istruzione, universita' e ricerca;
Visto il decreto rettorale n. 460/08 del 13 maggio 2008 con il
quale, in attuazione della citata delibera del senato accademico e
del consiglio di amministrazione riuniti in seduta congiunta ex art.
1, comma 3 dello statuto in data 10 aprile 2008, sono stati nominati
i componenti dell'Organismo con la funzione di redigere una proposta
organica di revisione statutaria in materia di governance di Ateneo;
Vista la legge 6 agosto 2008, n. 133 «Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante
disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione,
la competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e la
perequazione tributaria»;
Vista la proposta organica di revisione statutaria in materia di
governance di Ateneo, adottata nella seduta del 28 ottobre 2008
(riunione n. 11) dall'Organismo di cui al decreto rettorale n. 460/08
del 13 maggio 2008;
Viste le «Linee guida del Governo per 1'Universita'» presentate al
Consiglio dei Ministri n. 25 del 6 novembre 2008, ed in particolare
il paragrafo rubricato «La governance»;
Visto il decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180 «Disposizioni
urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la
qualita' del sistema universitario e della ricerca», convertito, con
modificazioni nella legge 9 gennaio 2009, n. 1;
Vista la delibera del 19 novembre 2008 del senato accademico e del
consiglio di amministrazione riuniti in seduta congiunta ex art. 1,
comma 3 dello statuto relativa alla revisione dello Statuto in
materia di governance di Ateneo;
Vista la nota rettorale prot. n. 8964 del 20 novembre 2008 relativa
alla trasmissione della predetta delibera al Ministero
dell'istruzione, universita' e ricerca per l'esercizio del controllo
di legittimita' e di merito previsto dall'art. 6, comma 9 della legge
9 maggio 1989, n. 168;
Preso atto che la citata comunicazione e' stata acquisita agli atti
della Ministero, Direzione generale per l'Universita', in data 21
novembre 2008 con prot. n. 249;
Considerato che la competente Direzione generale del Ministero
dell'istruzione, universita' e ricerca, con nota n. 356 del 5
dicembre 2008 ha comunicato al Capo di Gabinetto del Ministro in
merito alla suddetta modifica statutaria che sotto il profilo delle
legittimita' non ci sono osservazioni da formulare;
Tenuto conto di quanto disposto dall'art. 6, comma 9 della legge 9
maggio 1989, n. 168;
Ritenuto, pertanto, di poter procedere al perfezionamento dell'iter
amministrativo previsto per apportare modifiche allo Statuto con
l'emanazione di apposito decreto rettorale;
Decreta:
Art. 1.
Lo Statuto dell'Universita' degli studi della Tuscia, emanato con
decreto rettorale n. 8729 del 29 luglio 1996 ai sensi della legge 9
maggio 1989, n. 168, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana - serie generale - n. 188 del 12 agosto 1996 e
successive modificazioni ed integrazioni, e' modificato come di
seguito indicato:
Art. 1 - Statuto d'autonomia.
Il comma 3 e' cosi' modificato:
3. «La revisione dello statuto spetta al senato accademico che
delibera a maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti.
L'iniziativa per la revisione dello statuto e' promossa dal rettore o
da un terzo dei componenti del senato accademico o da un consiglio di
facolta'».
Art. 8 - Definizioni.
Al comma 1, lettera c) la parola «specialistica» e' sostituita da
«magistrale».
Art. 9 - Organi di governo dell'Universita' e organi di Ateneo.
Le parole «, il collegio dei direttori di dipartimento» sono
cassate.
Art. 11 - Senato accademico.
I commi 1 e 2 sono cosi' sostituiti:
1. Il senato accademico svolge le funzioni normative, di
indirizzo, di programmazione generale.
2. In particolare il senato accademico:
a) svolge attivita' di indirizzo e di coordinamento delle
strutture didattiche e scientifiche e delle relative attivita';
b) approva i regolamenti e la loro revisione;
c) delibera la programmazione pluriennale, sentito il consiglio
di amministrazione, sulla base del quadro finanziario di Ateneo e
tenuto conto degli esiti della valutazione;
d) delibera l'istituzione dei centri di spesa, eccetto quelli
dell'amministrazione centrale, secondo le procedure previste dal
regolamento generale di Ateneo;
e) delibera la disattivazione e/o la trasformazione di strutture
sulla base degli esiti della valutazione, anche su proposta del
consiglio di amministrazione;
f) definisce i criteri generali per la ripartizione degli spazi
di Ateneo tra i centri di spesa;
g) fornisce pareri su qualsiasi argomento che il rettore ritenga
opportuno sottoporre al suo esame;
h) nomina i membri del consiglio di amministrazione e assume le
determinazioni di cui al successivo art. 12, commi 15 e 16;
i) nomina i membri del nucleo di valutazione nei termini indicati
al successivo art. 14;
l) designa, su proposta del rettore, i membri del collegio dei
revisori dei conti;
m) esercita tutte le altre attribuzioni che allo stesso sono
demandate dallo statuto, dai regolamenti di Ateneo e dalle norme
legislative.
Il comma 5 e' cosi' sostituito:
5. Il senato accademico e' costituito con decreto del rettore ed
e' composto da:
a) il rettore, che lo presiede;
b) i presidi di facolta';
c) una rappresentanza dei direttori di dipartimento in numero
pari a quella dei presidi;
d) tre rappresentanti dei professori di ruolo di seconda fascia;
e) tre rappresentanti dei ricercatori universitari e figure ad
essi equiparati dalla legge;
f) tre rappresentanti del personale tecnico-amministrativo;
g) tre rappresentanti degli studenti.
Alle adunanze del senato accademico partecipano, altresi', con
funzione consultiva, e senza che la loro presenza concorra alla
formazione del numero legale il direttore amministrativo, con
funzioni di segretario e, su invito del presidente, il pro-rettore
vicario.
Al comma 6 le parole «di cui al comma precedente» sono sostituite
da «e dei direttori di dipartimento».
Art. 12 - Consiglio di amministrazione.
I commi da 1 a 6 sono sostituiti dai seguenti commi da 1 a 17:
1. Il consiglio di amministrazione svolge le funzioni di indirizzo
della gestione amministrativa e finanziaria dell'Ateneo e di
controllo sull'apparato amministrativo. E' responsabile dinanzi agli
altri organi di governo dei risultati ottenuti dall'Ateneo nella
valutazione compiuta da organi esterni e delle conseguenze, anche di
tipo finanziario. A questo fine, in base alle informazioni raccolte e
alle valutazioni compiute dal nucleo di valutazione, assume tutte le
conseguenti determinazioni, comprese quelle relative alla
distribuzione delle risorse finanziarie.
2. Per l'attuazione dei compiti di cui al comma 1 il consiglio di
amministrazione:
a) adotta il bilancio preventivo e le relative variazioni, il
conto consuntivo e i bilanci pluriennali di Ateneo, secondo i
procedimenti contemplati dal regolamento per l'amministrazione, la
finanza e la contabilita';
b) adotta i provvedimenti che comportino oneri di bilancio nei
limiti e per gli oggetti tassativamente determinati dal regolamento
per l'amministrazione, la finanza e la contabilita';
c) assume determinazioni in ordine alla ripartizione delle
risorse destinate alla ricerca e alla didattica in conformita' con la
programmazione pluriennale sulla base degli esiti della valutazione
dei risultati conseguiti dalle strutture;
d) assume determinazioni in ordine al reclutamento del personale
docente in conformita' con la programmazione pluriennale e sulla base
degli esiti della valutazione dei risultati conseguiti dalle
strutture, su proposta dei consigli di facolta';
e) assume determinazioni in ordine alle dotazioni organiche del
personale tecnico-amministrativo delle strutture e alla relativa
copertura in conformita' con la programmazione pluriennale e sulla
base degli esiti della valutazione dei risultati conseguiti dalle
strutture;
f) delibera la costituzione degli uffici di livello dirigenziale
dell'amministrazione centrale dell'Universita';
g) conferisce le funzioni di direttore amministrativo su proposta
del rettore;
h) conferisce gli incarichi di direzione delle strutture
amministrative di livello dirigenziale e assegna i relativi
obiettivi;
i) determina la misura delle indennita' di risultato ai dirigenti
sulla base degli esiti della valutazione;
l) approva gli accordi quadro in ordine alle attivita' di
collaborazione con soggetti esterni;
m) approva, sentito il senato degli studenti, le regole generali
per l'attivazione delle attivita' autogestite dagli studenti;
n) esprime parere sugli atti della programmazione pluriennale
deliberata dal senato accademico sulla base del quadro finanziario di
Ateneo e tenuto conto degli esiti della valutazione;
o) determina annualmente gli importi delle tasse e dei contributi
a carico degli studenti, sentito il senato degli studenti;
p) determina la misura delle indennita' di carica previste dallo
statuto;
q) adotta la programmazione pluriennale dei lavori pubblici nel
rispetto dei criteri fissati dal senato in materia di ripartizione
degli spazi;
r) assume determinazioni inerenti la realizzazione di opere
edilizie e ristrutturazioni degli edifici nell'ambito della
programmazione pluriennale;
s) assume determinazioni in ordine ai programmi di rientro delle
strutture o ad altre misure da adottare in presenza di situazioni di
maggiore scostamento dagli standard qualitativi prefissati segnalate
dal nucleo di valutazione;
t) formula proposte al senato accademico in ordine alla
disattivazione e/o trasformazione di strutture sulla base degli esiti
della valutazione dei risultati;
u) svolge ogni altra attribuzione ad esso assegnata
dall'ordinamento universitario e dal presente statuto nel rispetto
dei principi di decentramento delle decisioni e delle responsabilita'
ai centri di spesa e della separazione tra le funzioni di indirizzo e
quelle di gestione.
3. Il consiglio di amministrazione e' composto da:
a) il rettore che lo presiede;
b) tre membri dell'Universita' della Tuscia, garantendo la
presenza delle diverse componenti del personale;
c) due membri esterni all'Universita' della Tuscia.
La composizione del consiglio di amministrazione e' integrata con
uno studente di comprovata qualificazione individuato dalla
componente studentesca secondo modalita' definite dal senato degli
studenti. Lo studente partecipa con voto deliberativo sulle questioni
che riguardano direttamente la predetta componente relativamente alle
delibere di cui al precedente comma 2, lettere a), b), m) ed o).
In caso di assenza o impedimento temporaneo del rettore il
consiglio e' presieduto da un componente designato dal consiglio
stesso.
Su invito del Presidente, partecipa al consiglio d'amministrazione
il direttore amministrativo senza diritto di voto.
4. I membri del consiglio di amministrazione sono scelti tra
soggetti di comprovata qualificazione ed esperienza professionale
nella gestione di strutture e/o risorse in enti pubblici e privati.
5. Non possono essere nominati membri del consiglio di
amministrazione il direttore amministrativo e i dirigenti
dell'Universita'.
6. Durante il periodo del loro mandato e nei tre anni successivi
alla conclusione dello stesso, i membri del consiglio di
amministrazione esterni all'Universita' non possono intrattenere con
1'Universita' stessa alcun altro rapporto, neanche a titolo gratuito.
7. Il consiglio di amministrazione e' nominato dal senato
accademico nella sua prima seduta. A tale scopo, il rettore convoca
il senato accademico almeno trenta giorni prima della data stabilita
per la seduta.
8. Per la nomina dei tre membri dell'Universita' della Tuscia,
fino ai dieci giorni precedenti la seduta medesima, un numero di
venticinque dipendenti dell'Universita' puo' presentare candidature a
componente del consiglio di amministrazione. Ciascun dipendente non
puo' sottoscrivere piu' di una candidatura. Sono esclusi dalla
possibilita' di sottoscrivere candidature il rettore e i membri del
senato accademico.
9. Per la nomina dei due soggetti esterni all'Universita' della
Tuscia si ricorre ad un bando esterno da pubblicare sul sito di
Ateneo.
10. Sia per i membri interni che per i membri esterni
all'Universita' della Tuscia, la presentazione della candidatura deve
essere accompagnata da un curriculum vitae del candidato, presentato
nei modi previsti dal regolamento generale di Ateneo, che serva a
comprovare la sussistenza dei requisiti di cui al comma 4, e, nel
caso dei membri interni dall'accettazione della candidatura medesima
da parte dello stesso. I curricula sono pubblicati sul sito di Ateneo
non oltre dieci giorni precedenti alla riunione del senato accademico
convocato per la nomina dei membri del consiglio di amministrazione.
11. Il senato accademico, nel rispetto delle disposizioni del
regolamento generale di Ateneo, vota a scrutinio segreto sulle
candidature presentate in base al criterio generale della
qualificazione ed esperienza professionale procedendo in fasi
distinte per i membri esterni all'Universita' e per i membri interni.
12. Sono nominati coloro che raggiungono, nel corso della prima
votazione, la maggioranza assoluta dei voti degli aventi diritto.
13. Limitatamente ai posti del consiglio di amministrazione non
assegnati nel corso della prima votazione, si procede, nella medesima
seduta del senato accademico, ad un ballottaggio tra i candidati, in
numero non superiore al doppio dei posti ancora da assegnare, che
abbiano riportato, nel corso della prima votazione, il maggior numero
dei voti. Risultano nominati coloro che conseguono il maggior numero
dei voti fino alla copertura dei posti da assegnare.
14. Ciascun senatore nelle votazioni di cui ai commi 12 e 13 ha a
disposizione un numero di voti, rispettivamente per i membri interni
e per quelli esterni, pari a quello dei membri del consiglio da
eleggere.
15. Il senato accademico puo' revocare per motivata giusta causa,
secondo le disposizioni del codice civile, il mandato di uno o piu'
membri della componente designata del consiglio di amministrazione
tenuto conto delle procedure disciplinate dal regolamento generale di
Ateneo. La proposta di revoca, sottoscritta dalla maggioranza
assoluta dei membri del senato, senza computare a tal fine il
rettore, viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non
oltre trenta giorni dalla sua presentazione. Deve essere approvata
dai 2/3 dei membri il senato, senza computare a tal fine il rettore.
16. Il senato accademico segnala altresi' al consiglio di
amministrazione, con apposita deliberazione assunta a maggioranza
assoluta, i casi di:
a) grave e/o reiterato scostamento del consiglio di
amministrazione rispetto agli indirizzi del senato accademico;
b) mancato conseguimento degli obiettivi per gravi cause
direttamente imputabili al consiglio di amministrazione.
Nella medesima deliberazione il senato accademico fissa un termine,
non superiore a sessanta giorni, al consiglio di amministrazione per
1'adozione di adeguati correttivi. In caso di mancata adozione da
parte del consiglio di amministrazione dei suddetti correttivi entro
il termine citato, puo' essere sottoscritta dalla maggioranza
assoluta dei membri del senato, senza computare a tal fine il
rettore, una motivata mozione di sfiducia del consiglio di
amministrazione. La mozione viene messa in discussione non prima di
dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione ed e'
approvata dai 2/3 dei membri del senato accademico, senza computare a
tal fine il rettore. Se la mozione viene approvata, si procede allo
scioglimento del consiglio e alla nomina dei nuovi membri.
17. Il consiglio di amministrazione e' convocato dal rettore di
norma almeno ogni due mesi o su richiesta di almeno tre componenti.
Il comma 7 e' abrogato.
Art. 14 - Nucleo di valutazione.
I commi da 1 a 5 sono sostituiti dai seguenti commi da 1 a 13:
1. Il nucleo di valutazione svolge tutte le funzioni di
valutazione previste dalla normativa vigente secondo criteri e
modalita' predeterminati dal medesimo, in conformita' con i parametri
utilizzati dagli organi di valutazione esterna. Opera in piena
autonomia rispetto agli organi di governo ai quali riferisce i
risultati dell'attivita' di valutazione compiuta garantendo la
massima trasparenza e diffusione all'interno e all'esterno
dell'Ateneo.
2. In particolare il nucleo di valutazione:
a) determina i criteri e i parametri per la valutazione delle
attivita' di ricerca, didattiche e amministrative tenuto conto della
specificita' delle strutture;
b) effettua la valutazione periodica della qualita' dei corsi di
studio e dei servizi universitari;
c) effettua la valutazione delle attivita' istituzionali e delle
strutture didattiche e di ricerca;
d) effettua la valutazione della completezza e della correttezza
della comunicazione pubblica, nonche' di servizi e strutture per gli
studenti;
e) effettua la valutazione periodica della qualita' delle
attivita' di ricerca;
f) relaziona agli organi di governo sui risultati dell'attivita'
di valutazione.
3. Il nucleo di valutazione e' composto da:
a) il coordinatore;
b) quattro membri da individuarsi tra soggetti di alta
qualificazione ed esperienza esterni all'Ateneo.
4. Il nucleo di valutazione e' nominato dal senato accademico
nella sua prima seduta. A tale scopo, il rettore invia la
convocazione almeno trenta giorni prima della data stabilita per la
seduta. Trenta giorni prima della seduta e' pubblicato un apposito
bando per la presentazione delle candidature che preveda come
requisito di partecipazione il possesso di un'alta qualificazione ed
esperienza nel campo della valutazione anche in ambito non accademico
da comprovare mediante presentazione, nei modi previsti dal
regolamento generale di ateneo, di curriculum vitae. I curricula sono
pubblicati sul sito di Ateneo non oltre i dieci giorni antecedenti la
data della riunione del senato convocata per la nomina del nucleo.
5. Il senato accademico seleziona i quattro membri assicurando che
due componenti posseggano esperienza di valutazione universitaria in
diversi settori della conoscenza.
6. Sono nominati coloro che raggiungono, nel corso della prima
votazione, la maggioranza assoluta dei voti degli aventi diritto.
7. Limitatamente ai posti del nucleo di valutazione non assegnati
nel corso della prima votazione, si procede, nella medesima seduta
del senato accademico, ad un ballottaggio tra i candidati, in numero
non superiore al doppio dei posti ancora da assegnare, che abbiano
riportato, nel corso della prima votazione, il maggior numero dei
voti. Risultano nominati coloro che conseguono il maggior numero dei
voti fino alla copertura dei posti da assegnare.
8. Ciascun senatore nelle votazioni di cui ai commi 6 e 7 ha a
disposizione un numero di voti pari a quello dei componenti del
nucleo da eleggere.
9. Il coordinatore e' designato dal senato accademico all'interno
di una rosa di cinque candidati scelti tra professori di ruolo
dell'Ateneo in possesso di una comprovata competenza in materia di
valutazione. La rosa e' proposta dal rettore.
10. Al termine delle suddette procedure il nucleo di valutazione
e' istituito con decreto rettorale.
11. In caso di assenza o impedimento temporaneo del coordinatore,
il nucleo e' presieduto da un componente del nucleo designato dal
senato accademico nella seduta di cui al comma 4.
12. Durante il periodo del loro mandato e nei tre anni successivi
alla conclusione dello stesso, i membri esterni del nucleo non
possono intrattenere con l'Universita' stessa alcun altro rapporto,
neanche a titolo gratuito.
13. Il nucleo ha accesso ai documenti amministrativi nel rispetto
della normativa a tutela della riservatezza e puo' richiedere,
oralmente o per iscritto, informazioni agli uffici amministrativi e
alle strutture didattiche e di ricerca.
Art. 18 - Forme di rappresentanza e partecipazione degli studenti.
Al comma 3, le lettere c) ed e) sono cosi' sostituite:
c) esprime pareri sui regolamenti nei casi previsti dal presente
statuto;
e) esprime parere sulla programmazione pluriennale
dell'Universita' predisposta dal senato accademico.
Al comma 4 le parole «i rappresentanti degli studenti eletti negli
organi di governo di Ateneo» sono sostituite da «i rappresentanti
degli studenti negli organi di governo di Ateneo».
Art. 22 - Regolamenti di Ateneo.
Al comma 1 sono cassate le parole «e del consiglio di
amministrazione, secondo le rispettive competenze, ai sensi del
presente statuto».
Al comma 3 le parole «e dal consiglio di amministrazione in seduta
congiunta, a maggioranza assoluta dei componenti, sentite le
facolta'» sono sostituite da «a maggioranza assoluta dei membri,
sentite le facolta'».
Al comma 5 le parole «consiglio di amministrazione sentito il
senato accademico e i dipartimenti.» sono sostituite da «senato
accademico, sentiti il consiglio di amministrazione e i
dipartimenti».
Al comma 6 le parole «consiglio di amministrazione, sentito il
senato accademico, le facolta' e i dipartimenti» sono sostituite da
«senato accademico sentiti le facolta' e i dipartimenti».
Art. 23 - Regolamenti delle strutture.
Al comma 2 sono cassate le parole «e del consiglio di
amministrazione, secondo le rispettive competenze,».
Al comma 4 sono cassate le parole «, previo esame da parte del
senato accademico e del consiglio di amministrazione, secondo le
rispettive competenze».
Art. 25 - Strutture didattiche e scientifiche.
Al comma 1 la parola «specialistica» e' sostituita da «magistrale».
Art. 26 - Facolta'.
Al comma 6 le parole «anche in relazione ai piani pluriennali di
sviluppo» sono sostituite da «nell'ambito della programmazione
pluriennale dell'Universita'».
Art. 36 - Collegio dei Direttori di dipartimento.
Abrogato.
Art. 39 - Centri di servizio.
Al comma 1 le parole «ed il consiglio di amministrazione possono
deliberare per la parte di loro competenza,» sono sostituite da «puo'
deliberare».
Art. 47 - Disciplina delle cariche e dei mandati.
Al comma 1 le parole «e del consiglio di amministrazione, di
membro» sono sostituite da «, di componente del consiglio di
amministrazione,»; le parole «, salvo che non sia diversamente
disposto,» sono cassate.
Al comma 2 le parole «e del consiglio di amministrazione, di
membro» sono sostituite da «, di componente del consiglio di
amministrazione,».
Al comma 3 si aggiunge la seguente ultima frase:
«Ai membri del consiglio di amministrazione spetta un compenso la
cui misura e' determinata dal senato accademico».
Art. 2.
In sede di prima applicazione dello statuto di cui all'art. 1, ai
fini della rinnovabilita' dei mandati di cui agli articoli 10 e 47,
vengono computati anche i mandati in corso al momento dell'entrata in
vigore della presente modifica statutaria nonche' quelli ad essi
immediatamente precedenti.
Art. 3.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. Esso entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il testo integrale dello Statuto dell'Universita' degli studi della
Tuscia, cosi' come risultante dalle modifiche di cui al precedente
art. 1, e' pubblicato sul sito web dell'Universita' degli studi della
Tuscia (www.unitus.it/).
Viterbo, 21 gennaio 2009
Il rettore: Mancini